La Comunità Carlo del Prete è una struttura che ospita minori che,
per motivi diversi, si trovano in stato di abbandono, fuga, messa
alla prova.
La Comunità costituisce un ambiente strutturato di vita,
caratterizzato da un clima di interrelazioni che permette la
manifestazione di comportamenti differenziati e autonomi mossi da
motivazioni personali o di gruppo e l'attuazione di progetti
articolati e aderenti alla realtà di ogni ospite. Analogamente a
quanto avviene in famiglia la struttura offre al minore esperienze
di appartenenza e di coesione e, al tempo stesso, di autonomia e di
separazione. Questo percorso di crescita avviene grazie al sostegno
affettivo del team degli operatori della comunità. Inoltre si offre
al minore la possibilità di un ritmo di vita aderente alle sue
esigenze di sviluppo e alle sue necessità soggettive, ma favorisce
anche l'acquisizione di norme e regole del vivere comune.
L'intervento dell'equipe è strutturato in modo familiare, questo per
far si che la permanenza presso la struttura diventi per il minore
un'esperienza emotivamente significativa e quindi favorisca il
cambiamento, la sua maturazione ed evoluzione personale.
L'organizzazione della vita quotidiana è improntata a favorire la
partecipazione di tutti alla gestione della struttura promuovendo i
momenti di incontro, di discussione e di scelta.
La struttura si definisce come un servizio territoriale di
intervento per la tutela minorile, con valenza educativa
assimilabile, secondo la tipologia dei servizi definita dalla
Regione Toscana, ad una comunità a dimensione familiare. La capienza
massima è di 12 posti letto 2 dei quali riservati ( in periodi
particolari ) alla Pronta Accoglienza. La fascia di età degli
utenti, solo di sesso maschile, va dai 13 ai 18 anni ( ad eccezione
di quei minori che hanno il decreto da parte del Tribunale di
Firenze fino al 21° anno di età ).
La permanenza presso la comunità Carlo del Prete persegue i
seguenti obiettivi:
-
incontrare l'altro condividendone nel quotidiano la
ridefinizione del proprio progetto di vita affinchè lo si possa
realizzare secondo un principio di realtà
-
offrire al minore un ambiente sereno che gli consenta con il
sostegno dell'operatore, dello psicologo, del responsabile, di
riflettere sulla propria condizione confrontandosi con se stesso
e con il mondo esterno
-
osservare e conoscere in modo più approfondito possibile il
minore ( per i minori stranieri non accompagnati, la decisione e
la storia del viaggio ) e la sua famiglia ( per i minori
stranieri andandola a conoscere accompagnati da mediatori
culturali/linguistici volontari nel loro paese d'origine )
-
elaborare sulla base di un progetto educativo individuale, un
piano di lavoro integrato e definito per obiettivi, tempi di
realizzazione, modalità operative ecc. ecc.
Essa costituisce una modalità di risposta a situazioni diverse:
La Pronta Accoglienza
La Pronta Accoglienza costituisce un appoggio immediato per le
situazioni di emergenza anche per minori non residenti nel
territorio comunale. E' un periodo che ha una durata massima di 40
giorni ( salvo prolungamenti da parte dell' equipe educativa, del
responsabile e del coordinatore ).
Minori stranieri non accompagnati:
Procedure amministrative ( da svolgere nei primi 40 giorni ):
-
segnalazione alla Autorità competenti ( entro 10 giorni
dall'ingresso )
-
presa in carico dal Comune dove verrà trovato ( immediatamente )
-
apertura libretto sanitario
-
richiesta l'assegnazione del/la assistente sociale di
riferimento
-
assegnazione educatore tutor
-
apertura tutela presso il Tribunale Ordinario di Lucca
-
assegnazione avvocato tutore
-
richiesta codice fiscale
-
richiesta di documento d'identità ( permesso di soggiorno per
minore età )
Prima accoglienza, salute, stesura della parte osservativa del
progetto educativo:
-
accoglienza ( è il momento più importante quello
dell'accoglienza fisica: assegnazione letto, materiale di igiene
personale e spiegazione regolamento della comunità e
presentazione al gruppo dei minori )
-
assegnazione del medico di comunità con realizzazione da parte
del medico stesso della prima scheda medica e da lì verranno
richiesti gli esami di routine ( nei primi 20 giorni di
permanenza )
-
dopo l'incontro d'equipe mensile l'educatore tutor stenderà la
prima relazione osservativa da presentare al primo colloquio con
l'assistente sociale di riferimento
-
decisione alla fine dei 40 giorni sulla permanenza o meno del
minore nella struttura ( da comunicare subito dopo
all'assistente sociale )
Minori con procedure penali:
Procedure amministrative ( da svolgere nei primi 40 giorni ):
-
segnalazione alla Autorità competenti ( entro 10 giorni
dall'ingresso )
-
apertura libretto sanitario
-
richiesta l'assegnazione del/la assistente sociale di
riferimento al Ministero di Grazia e Giustizia
-
assegnazione educatore tutor
-
apertura tutela presso il Tribunale Ordinario di Lucca ( se
necessaria )
-
assegnazione avvocato tutore ( se necessaria )
-
apertura codice fiscale ( se necessario )
-
richiesta di documento d'identità ( se necessario)
Prima accoglienza, salute, stesura della parte osservativa del
progetto educativo
-
accoglienza ( è il momento più importante quello
dell'accoglienza fisica: assegnazione letto, materiale di igiene
personale e spiegazione regolamento della comunità e
presentazione al gruppo dei minori )
-
assegnazione del medico di comunità con realizzazione da parte
del medico stesso della prima scheda medica e da lì verranno
richiesti gli esami di routine ( nei primi 20 giorni di
permanenza )
-
dopo l'incontro d'equipe mensile l'educatore tutor stenderà la
prima relazione osservativa da presentare al primo colloquio con
l'assistente sociale di riferimento
-
decisione alla fine dei 40 giorni sulla permanenza o meno del
minore nella struttura ( da comunicare subito dopo
all'assistente sociale )
Per entrambe le tipologie di minori il periodo di Pronta Accoglienza
deve essere un periodo di conoscenza della comunità con le sue
regole, le sue abitudini e con le persone che ne fanno parte. Per
questo è proibito ai minori uscire soli senza essere accompagnati da
un educatore.
L'Accoglienza Residenziale
Finita la fase della Pronta Accoglienza, dopo l'attenta osservazione
dell'equipe, si deciderà per il bene del minore e nell'interesse
anche degli altri minori ospiti, se passare o meno alla fase
dell'Accoglienza Residenziale.
Questo tipo di accoglienza rappresenta un punto di riferimento
importante anche per quei Comuni che hanno a carico minori in centri
di prima accoglienza e non sanno dove destinarli alla fine di questo
periodo transitorio. I Comuni del territorio possono usufruire della
disponibilità residenziale della comunità passando però
obbligatoriamente dalla Pronta Accoglienza ( questo passaggio è
fondamentale nella gestione degli equilibri nel gruppo dei minori
ospiti già residenti ).
Minori stranieri non accompagnati:
In questa fase si comincerà la stesura del Progetto Educativo
Individuale (PEI) che verrà modellato sulle ambizioni e volontà del
minore stesso. Per i minori stranieri dobbiamo tener presente nella
stesura del pei la tempistica burocratica che gli permetterà di
poter accedere legalmente al mondo formativo/lavorativo. Altra cosa
da non sottovalutare sarà la collocazione in un alloggio pubblico o
privato al compimento del 18° anno di età.
Minori con procedure penali:
I minori con procedure penali hanno un percorso sociale
completamente differente da quello del minore straniero perchè
provengono già da situazioni di forte disagio sociale. Il pei è
segnato oltre che dalla tempistica burocratica ( se sono stranieri )
anche dalla burocrazia del loro percorso giudiziario. L'accoglienza
residenziale termina la maggior parte delle volte con la fine della
messa alla prova ( da parte del Tribunale dei Minori ) e col
reinserimento nella famiglia d'appartenenza. Nel caso in cui il
minore non abbia famiglia sul territorio il Giudice può decretare la
permanenza del soggiorno fino alla maggiore età in comunità; in
questa fase verrà assegnata una nuova assistente sociale del Comune
di appartenenza del minore e varrà steso un nuovo progetto educativo
come viene fatto per i minori stranieri non accompagnati.
Dimissioni: come fase finale del PEI
Le dimissioni dalla comunità possono avvenire per diverse ragioni:
-
in seguito ad un trasferimento di qualsiasi tipo
-
per il conseguimento della maggiore età
-
per decreto del Ministero di Grazia e Giustizia
-
per il rientro in famiglia
Le dimissioni rappresentano un momento importante nello sviluppo
psico affettivo del minore che a volte si trova spiazzato di fronte
alla realtà. Per questo motivo l'equipe ha l'obbligo di mantenere i
contatti col minore per la buona realizzazione dell'ultima fase del
suo PEI.