- Dal 2004 Lavoriamo per difendere i diritti dei minori .

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Comunità per minori " CARLO DEL PRETE "

La Comunità Carlo del Prete è una struttura che ospita minori che, per motivi diversi, si trovano in stato di abbandono, fuga, messa alla prova.

La Comunità costituisce un ambiente strutturato di vita, caratterizzato da un clima di interrelazioni che permette la manifestazione di comportamenti differenziati e autonomi mossi da motivazioni personali o di gruppo e l'attuazione di progetti articolati e aderenti alla realtà di ogni ospite. Analogamente a quanto avviene in famiglia la struttura offre al minore esperienze di appartenenza e di coesione e, al tempo stesso, di autonomia e di separazione. Questo percorso di crescita avviene grazie al sostegno affettivo del team degli operatori della comunità. Inoltre si offre al minore la possibilità di un ritmo di vita aderente alle sue esigenze di sviluppo e alle sue necessità soggettive, ma favorisce anche l'acquisizione di norme e regole del vivere comune. L'intervento dell'equipe è strutturato in modo familiare, questo per far si che la permanenza presso la struttura diventi per il minore un'esperienza emotivamente significativa e quindi favorisca il cambiamento, la sua maturazione ed evoluzione personale.

L'organizzazione della vita quotidiana è improntata a favorire la partecipazione di tutti alla gestione della struttura promuovendo i momenti di incontro, di discussione e di scelta.

La struttura si definisce come un servizio territoriale di intervento per la tutela minorile, con valenza educativa assimilabile, secondo la tipologia dei servizi definita dalla Regione Toscana, ad una comunità a dimensione familiare. La capienza massima è di 12 posti letto 2 dei quali riservati  ( in periodi particolari ) alla Pronta Accoglienza. La fascia di età degli utenti, solo di sesso maschile, va dai 13 ai 18 anni ( ad eccezione di quei minori che hanno il decreto da parte del Tribunale di Firenze fino al 21° anno di età ).

La permanenza presso la comunità Carlo del Prete persegue i seguenti obiettivi:

  • incontrare l'altro condividendone nel quotidiano la ridefinizione del proprio progetto di vita affinchè lo si possa realizzare secondo un principio di realtà

  • offrire al minore un ambiente sereno che gli consenta con il sostegno dell'operatore, dello psicologo, del responsabile, di riflettere sulla propria condizione confrontandosi con se stesso e con il mondo esterno

  • osservare e conoscere in modo più approfondito possibile il minore ( per i minori stranieri non accompagnati, la decisione e la storia del viaggio ) e la sua famiglia ( per i minori stranieri andandola a conoscere accompagnati da mediatori culturali/linguistici volontari nel loro paese d'origine )

  • elaborare sulla base di un progetto educativo individuale, un piano di lavoro integrato e definito per obiettivi, tempi di realizzazione, modalità operative ecc. ecc.

Essa costituisce una modalità di risposta a situazioni diverse:

La Pronta Accoglienza

La Pronta Accoglienza costituisce un appoggio immediato per le situazioni di emergenza anche per minori non residenti nel territorio comunale. E' un periodo che ha una durata massima di 40 giorni ( salvo prolungamenti da parte dell' equipe educativa, del responsabile e del coordinatore ).

Minori stranieri non accompagnati:

Procedure amministrative ( da svolgere nei primi 40 giorni ):

  • segnalazione alla Autorità competenti ( entro 10 giorni dall'ingresso )

  • presa in carico dal Comune dove verrà trovato ( immediatamente )

  • apertura libretto sanitario

  • richiesta l'assegnazione del/la assistente sociale di riferimento

  • assegnazione educatore tutor

  • apertura tutela presso il Tribunale Ordinario di Lucca

  • assegnazione avvocato tutore

  • richiesta codice fiscale

  • richiesta di documento d'identità ( permesso di soggiorno per minore età )

Prima accoglienza, salute, stesura della parte osservativa del progetto educativo:

  • accoglienza ( è il momento più importante quello dell'accoglienza fisica: assegnazione letto, materiale di igiene personale e spiegazione regolamento della comunità e presentazione al gruppo dei minori )

  • assegnazione del medico di comunità con realizzazione da parte del medico stesso della prima scheda medica e da lì verranno richiesti gli esami di routine ( nei primi 20 giorni di permanenza )

  • dopo l'incontro d'equipe mensile l'educatore tutor stenderà la prima relazione osservativa da presentare al primo colloquio con l'assistente sociale di riferimento

  • decisione alla fine dei 40 giorni sulla permanenza o meno del minore nella struttura ( da comunicare subito dopo all'assistente sociale )

Minori con procedure penali:

Procedure amministrative ( da svolgere nei primi 40 giorni ):

  • segnalazione alla Autorità competenti ( entro 10 giorni dall'ingresso )

  • apertura libretto sanitario

  • richiesta l'assegnazione del/la assistente sociale di riferimento al Ministero di Grazia e Giustizia

  • assegnazione educatore tutor

  • apertura tutela presso il Tribunale Ordinario di Lucca ( se necessaria )

  • assegnazione avvocato tutore ( se necessaria )

  • apertura codice fiscale ( se necessario )

  • richiesta di documento d'identità ( se necessario)

Prima accoglienza, salute, stesura della parte osservativa del progetto educativo

  • accoglienza ( è il momento più importante quello dell'accoglienza fisica: assegnazione letto, materiale di igiene personale e spiegazione regolamento della comunità e presentazione al gruppo dei minori )

  • assegnazione del medico di comunità con realizzazione da parte del medico stesso della prima scheda medica e da lì verranno richiesti gli esami di routine ( nei primi 20 giorni di permanenza )

  • dopo l'incontro d'equipe mensile l'educatore tutor stenderà la prima relazione osservativa da presentare al primo colloquio con l'assistente sociale di riferimento

  • decisione alla fine dei 40 giorni sulla permanenza o meno del minore nella struttura ( da comunicare subito dopo all'assistente sociale )

Per entrambe le tipologie di minori il periodo di Pronta Accoglienza deve essere un periodo di conoscenza della comunità con le sue regole, le sue abitudini e con le persone che ne fanno parte. Per questo è proibito ai minori uscire soli senza essere accompagnati da un educatore.

L'Accoglienza Residenziale

Finita la fase della Pronta Accoglienza, dopo l'attenta osservazione dell'equipe, si deciderà per il bene del minore e nell'interesse anche degli altri minori ospiti, se passare o meno alla fase dell'Accoglienza Residenziale.

Questo tipo di accoglienza rappresenta un punto di riferimento importante anche per quei Comuni che hanno a carico minori in centri di prima accoglienza e non sanno dove destinarli alla fine di questo periodo transitorio. I Comuni del territorio possono usufruire della disponibilità residenziale della comunità passando però obbligatoriamente dalla Pronta Accoglienza ( questo passaggio è fondamentale nella gestione degli equilibri nel gruppo dei minori ospiti già residenti ).

Minori stranieri non accompagnati:

In questa fase si comincerà la stesura del Progetto Educativo Individuale (PEI) che verrà modellato sulle ambizioni e volontà del minore stesso. Per i minori stranieri dobbiamo tener presente nella stesura del pei la tempistica burocratica che gli permetterà di poter accedere legalmente al mondo formativo/lavorativo. Altra cosa da non sottovalutare sarà la collocazione in un alloggio pubblico o privato al compimento del 18° anno di età.

Minori con procedure penali:

I minori con procedure penali hanno un percorso sociale completamente differente da quello del minore straniero perchè provengono già da situazioni di forte disagio sociale. Il pei è segnato oltre che dalla tempistica burocratica ( se sono stranieri ) anche dalla burocrazia del loro percorso giudiziario. L'accoglienza residenziale termina la maggior parte delle volte con la fine della messa alla prova ( da parte del Tribunale dei Minori ) e col reinserimento nella famiglia d'appartenenza. Nel caso in cui il minore non abbia famiglia sul territorio il Giudice può decretare la permanenza del soggiorno fino alla maggiore età in comunità; in questa fase verrà assegnata una nuova assistente sociale del Comune di appartenenza del minore e varrà steso un nuovo progetto educativo come viene fatto per i minori stranieri non accompagnati.

Dimissioni: come fase finale del PEI

Le dimissioni dalla comunità possono avvenire per diverse ragioni:

  • in seguito ad un trasferimento di qualsiasi tipo

  • per il conseguimento della maggiore età

  • per decreto del Ministero di Grazia e Giustizia

  • per il rientro in famiglia

Le dimissioni rappresentano un momento importante nello sviluppo psico affettivo del minore che a volte si trova spiazzato di fronte alla realtà. Per questo motivo l'equipe ha l'obbligo di mantenere i contatti col minore per la buona realizzazione dell'ultima fase del suo PEI.

 

 

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